In giro per il mondo alla scoperta dei musei sottomarini

I musei sono noiosi? Assolutamente no! Certamente non lo sono i musei sottomarini con le opere d’arte adagiate sul fondo del mare, incrostate di coralli e circondate da miriadi di pesci colorati.

La più grande scultura sottomarina si trova nelle Bahamas: si tratta dell’opera dell’artista Jason deCaires Taylor “The Ocean Atlas”: un gigante donna che sembra portare su di se tutto il peso dell’oceano e che richiama il mito di Atlante

Il primo museo subacqueo al mondo è stato allestito nel 2006 ai Caraibi e precisamente lungo la costa dell’Isola di Grenada.

Qui, nel mare cristallino, già nel 2006, sono state immerse numerose opere d’arte del famoso scultore inglese Jason deCaires Taylor definite dal National Geographic come una delle 25 meraviglie del mondo.

Tutte le sculture, saldamente fissate al fondale marino e progettate per resistere 300 anni, sono state costruite con un particolare materiale a PH neutro che non danneggia in alcun modo l’ecosistema marino ma anzi favorisce la crescita dei coralli.

Immergersi in queste acque significa incontrare figure enigmatiche come “The lost correspondent” (il reporter perduto) o imbattersi nelle tradizioni del luogo con un girotondo dal nome evocativo “Vicissitudes”.

the-lost-correspondent di Jason deCaires Taylor

vicissitudes-004-jason-decaires-taylor-sculptureIl fascino di queste sculture è dato anche e soprattutto dal loro mutare nel tempo; le statue sono state progettate per essere colonizzate da colorati coralli, anemoni di mare, spugne e assumono connotazioni sempre diverse in parallelo con l’evoluzione della vita sottomarina.

Le opere di Jason deCaires Taylor hanno dato vita – insieme a quelle di altri scultori messicani – nel 2009 in Messico al MUSA, Museo subaquàtico de Arte, nelle acque che circondano Cancun, Isla Mujeres e Punta Nizuc.

Una visita a questo museo è un’esperienza davvero straordinaria: sommerse dall’acqua, ad una profondità variabile tra i 4 e gli 8 metri, è possibile ammirare circa 500 statue.

Il museo può essere visitato con una divertente escursione a bordo di barche dal fondo di vetro o immergendosi in acqua, o anche semplicemente con maschere e pinne.

Sott’acqua ci si imbatte in un’automobile, in gigantesche bombe a mano ma anche in numerose figure umane che guardano verso l’alto, cristallizzate in una sorta di limbo, sospese in uno spazio indefinito e senza tempo.

jdectaylor-9195_jason-decaires-taylor_sculpture

anthropocene-017-jason-decaires-taylor-sculptureanthropocene-003-jason-decaires-taylor-sculptureLe opere di Jason deCaires Taylor possono essere ammirate anche in Europa.

Proprio quest’anno, nelle isole Canarie, a Lanzarote, è stato inaugurato al largo della spiaggia di Las Coloradas, vicino il complesso Playa Blanca, il Museo Atlantico che copre una superficie di 2.500 metri quadrati a una profondità variabile dai 12 ai 15 metri.

Il Rubicone di Jason deCaires TaylorAl momento, il museo non è ancora stato completato; tuttavia, se accompagnati da uno dei 12 centri autorizzati che si avvalgono di subacquei certificati come Eco Diver Guides del Museo, è già possibile visitarlo ed ammirare le opere sommerse ma dense di significato. Tra le opere più significative spicca la “Zattera di Lampedusa”, ispirata al celebre dipinto del 1818, custodito al Louvre, “La zattera di Medusa” di Theodore Gericault: un gommone che trasporta 13 migranti e che raffigura plasticamente il dramma di migliaia di migranti.

La Zattera di Lampedusa di Jason deCaires TaylorLe sculture impongono profonde riflessioni sull’evoluzione della società: nell’opera “Contenuto” una coppia si fa un selfie mentre tutt’intorno, dalla sabbia, sbucano statue ibride, metà uomini e metà cactus.

Sculture ibride di Jason deCaires TaylorLe installazioni più imponenti sono “il Rubicone” un gruppo di 35 “persone”, alcuni ad occhi chiusi, altri intenti a digitare sul proprio tablet o a guardare nell’obiettivo della macchina fotografica, che camminano tutte in direzione di un unico punto ignoto e l’opera “Los Jolateros” ispirata alla tradizione locale per la quale i bambini sono soliti costruire piccole statue d’ottone.

Jason_deCaires_Taylor_sculpture-02576_Jason-deCaires-Taylor_Sculpture.Jason_deCaires_Taylor_sculpture-02585_Jason-deCaires-Taylor_Sculpture. (1)Una volta completato, il museo ospiterà circa 300 statue che col tempo, una volta colonizzate dai coralli, anemoni marini e altre forme di vita marina, diventeranno ancor più affascinanti.

Tutte le foto sono di © Jason deCaires Taylor

Questo articolo è stato pubblicato in forma abbreviata su www.newsicilia.it

 

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here